Zaia: "Se un positivo va in giro c'è il carcere" 


Più controlli e quarantena per chi arriva dall'estero. Il governatore del Veneto Luca Zaia oggi ha presentato la nuova ordinanza regionale "che non prevede nuovi lockdown ma pensata per essere ancora più efficace negli isolamenti fiduciari dei positivi al Covid 19 e nell'individuazione dei contatti". "Le novità introdotte dall'ordinanza di oggi riguardano i tamponi per i lavoratori che tornano dall'estero, da Paesi extra Ue, che diventano obbligatori, così come la segnalazione per il paziente positivo con sintomi che rifiuti il ricovero e peri positivi che violino l'isolamento fiduciario. Per questi ultimi è prevista una denuncia d'ufficio all'autorità giudiziaria", ha spiegato. 

Stretta, quindi, dopo la vicenda dell'imprenditore vicentino rientrato dalla Serbia dove ha contratto il Covid 19. Come detto, si prevede l'obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni nei casi di contatto a rischio con soggetti positivi arrivati in Veneto da paesi a rischio e di compresenza di febbre al di sopra dei 37,5 gradi e difficoltà respiratoria. Nel caso di viaggi di lavoro sono previsti due tamponi, a distanza di sette giorni uno dall'altro, per il lavoratore rientrato in Italia con l'obbligo da parte del datore di lavoro della segnalazione del rientro, e una sanzione di mille euro per ciascun dipendente dell'azienda nel caso di mancato rispetto della segnalazione. Ci sarà poi l'obbligo di segnalazione al sindaco, prefetto e autorità giudiziarie dell'elenco di tutti le persone in isolamento fiduciario. Nel caso di rifiuto di ricovero, come accaduto per l'imprenditore vicentino è previsto l'obbligo di denuncia d'ufficio con sanzioni, anche solo per una uscita dal luogo dell'isolamento, di mille euro e il profilo penale. "Se un positivo va in giro c'è il carcere e l'arresto, si sappia" ha spiegato il governatore Luca Zaia. che però ha chiesto in tal senso "un aiuto al governo a darci una mano sul fronte delle sanzioni".  

"Dal primo luglio - ha continuato - abbiamo registrato 28 contagi su un totale di 5 milioni di veneti., un'inezia, ma di questi 28 ben 15 dono di importazione e coinvolgono cittadini stranieri. Il vero tema oggi è questo: sta decollando in tutte le regioni e in molti paesi il problema del virus importato dall'estero", ha spiegato. "Il vero pericolo oggi è proprio quello del virus importato, per il resto il Veneto sarebbe indenne da contagi", ha concluso.  

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Sileri: "Al vaglio tamponi e quarantena per chi arriva in Italia" 


"Sono al vaglio misure come tamponi e la quarantena per chi arriva in Italia. Dovranno essere fatti più controlli e stiamo lavorando per la possibilità di fare tamponi a chi arriva da Paesi ad alto rischio. Sono più preoccupato dal Brasile che dagli Usa. E' possibile che vi sia infatti una stagionalità del virus, ora in Brasile è inverno è questo mi preoccupa di più". Lo ha affermato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri ai microfoni di 'RaiRadio 1'. Sulla possibilità di una seconda ondata, il viceministro ha affermato che "non vivremo un nuovo marzo". 

"Per quanto riguarda gli scienziati, a mio avviso si sono divisi perché alcuni non sono stati coinvolti e i luoghi in cui dovevano confrontarsi non erano i salotti televisivi ma le riunioni ufficiali - ha aggiunto Sileri - Ci sono stati pareri discordanti ma questo anche perché il virus non conosce poco".  

Quanto al calo delle vendite delle mascherine, Sileri ha precisato che "mi preoccupa perché probabilmente si pensa che il virus non c’è più e questo non è vero: il virus circola di meno ma proprio grazie alle precauzioni che stiamo utilizzando - mascherina, distanziamento e lavaggio delle mani - e che dobbiamo continuare ad utilizzare", ha concluso.  

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Zaia: "Clima da liberazione, Veneto prepara artiglieria pesante" 


"E' vero che c'è un po' un clima da 'festa della liberazione' dopo mesi di lockdown, ma ricordo che è ancora in vigore il Dpcm che impone l'uso della mascherina nei locali chiusi e in presenza di assembramenti. Per questo non si può abbassare la guardia". Lo ha sottolineato il presidente del Veneto, Luca Zaia, oggi a Tg Sky 24. "Per questo è necessario un senso di responsabilità da parte di tutti in questa fase di limbo in cui dobbiamo convivere con il virus, se pur depotenziato - ha spiegato - ma se registriamo ogni giorno qualche nuovo caso positivo vuol dire che il virus è ancora tra noi, e vorrei ricordare che non è un'influenza dato che in Veneto ha causato più di 2 mila morti, e porta con sé per chi si è ammalato spesso anche strascichi importanti". 

Sul possibile ritorno del virus in autunno secondo Zaia "sarebbe bene che gli esperti non dichiarassero, considerato che se avessimo la certezza che un esperto sa cosa accadrà al prossimo autunno-inverno bisognerebbe subito dargli il premio Nobel". "La verità è che non lo sappiamo. Per non sbagliarci il Veneto ha già annunciato che schiererà l’artiglieria pesante, che vuol dire che non so dire se arriverà ma di certo non ci troverà impreparati. Non è il caso di fare allarmismo ma non possiamo abbassare la guardia", ha detto ancora. 

Nuova ordinanza: "Se un positivo va in giro c'è il carcere" 

"Più controlli per chi viene dall'estero" 

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Zaia: "Più controlli per chi viene dall'estero" 


"Dobbiamo avere il massimo di controlli dal punto di vista sanitario per chi arriva da altri paesi, compresi i nostri connazionali, i nostri imprenditori, che rientrano magari per un viaggio di lavoro". Lo ha chiesto il presidente del Veneto, Luca Zaia, oggi a Tg Sky 24. 

"Il balzo dell'indice RT da 0,43% all'1,63% non mi preoccupa - ha continuato il governatore -, perché in una realtà che ha un indice basso come il Veneto basta qualche caso in più per far balzare il dato. Il dato che mi preoccupa sono invece i virus importati, e l'esempio più eclatante è quello dell'imprenditore rientrato dalla Serbia e i 6 contagiati, oppure quello della badante rientrata dalla Moldavia che ha causato altri 6 contagiati. Per questo è necessario avere il massimo di controlli per chi torna da altri Paesi". 

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Riapre il Louvre, obbligo mascherine e distanziamento 


Dopo quasi quattro mesi di chiusura a causa della pandemia di coronavirus, riapre oggi a Parigi il museo del Louvre. Le misure di sicurezza prevedono, tra l'altro, mascherine obbligatorie e un numero contingentato di visitatori. Le gallerie dove il distanziamento sociale è difficile da attuare, rimarranno chiuse.  

Con 10 milioni di visitatori ogni anno, gran parte stranieri, il Louvre è il museo più visitato al mondo. Tuttavia, durante il lockdown, si calcola che siano andati persi oltre 40 milioni di euro per le mancate vendite dei biglietti di ingresso.  

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Vella: "Covid non è meno infettivo, stabilità brutto segno" 


"Stabile a me non piace per niente come situazione epidemica. La stabilità" che caratterizza l'andamento della curva epidemica di Covid-19 in Italia "è un brutto segno", perché così il virus è "certo che ritorna". In realtà "purtroppo non ha smesso di circolare", ed "è falso che sia meno infettivo" o "meno pericoloso". Lo ha precisato Stefano Vella, docente di Salute globale all'università Cattolica di Roma, intervenuto ad 'Agorà estate' su Rai3. 

"Certo - ha spiegato l'esperto - ci sono meno persone che vanno in ospedale perché ci sono meno casi e, siccome soltanto una piccola frazione" di infettati da Sars-CoV-2 "ha una malattia più grave, è chiaro che diminuisce" anche la quota di chi viene ricoverato. "Ma questo non è un segno che il virus si è indebolito. Non sono prove scientifiche che lo dicono", ha avvertito Vella. "Chi lo dice mi fa arrabbiare moltissimo - ha aggiunto - perché è un messaggio molto pericoloso. Per questo poi la gente si assembra".  

L'ondata dei contagi "spero che non riparta", ha proseguito il docente, auspicando "che la sanità regionale riesca a cogliere i 'fili di fumo'" che si levano dai focolai "e a isolarli come sta facendo adesso". Vella ha invitato infine a considerare Covid-19 qual è effettivamente: "Un'epidemia globale" da trattare come tale: "Se è global, non possiamo ragionare local".  

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Tarro: "Perché Oms non ha suggerito terapia con plasma?" 


“Non c'è nessuna evidenza scientifica per cui possiamo affermare che il virus sia stato creato in laboratorio. “Escludo l'origine artificiale. Tuttavia, non è impossibile che un ricercatore o un tecnico possa portare fuori, ovviamente si presume inconsciamente, un virus dal laboratorio”. Risponde così, in una lunga intervista a Libero sul coronavirus, alla domanda se il covid possa essere stato creato in laboratorio, Giulio Tarro, il virologo che sconfisse il colera a Napoli. 

“Senz'altro il virus -aggiunge- si può combattere, anche nei casi più gravi, con i diversi antivirali utilizzati ad oggi, c'è addirittura un antimalarico che va per la maggiore. C’è poi la cura con il plasma dei pazienti guariti da Covid19 si sta sperimentando in tutto il mondo. È una terapia, dimostrata con lavori scientifici pubblicati, che, come molte, presenta rischi ma, francamente, non si capisce proprio perché l'Oms - che ne aveva confinato l'utilizzo ‘solo nel caso di malattie gravi per cui non ci sia un trattamento farmacologico efficace’ - non ne abbia suggerito, almeno, la sperimentazione durante questa emergenza Covid19. Le posso dire che oltre alla sieroterapia, anche l'antimalarico sta dando ottimi risultati”.  

“La soluzione non sarà il vaccino - sottolinea Tarro - anche perché in questo momento non ce l'abbiamo. Per un vaccino efficace e ‘privo di rischi’ ci vogliono almeno diciotto mesi e non è detto che in questo caso funzioni perché non esiste un solo Covid19. Un virus può mutare in appena cinque giorni. Il vaccino, per principio, è un metodo di prevenzione. Quello contro l'Aids lo aspettiamo da 30 anni e non siamo riusciti a trovarlo. Siamo in presenza di un virus estremamente mutevole. Esistono più versioni del virus ed è per questo motivo che non può esserci un vaccino in grado, come nell'influenza, di metterci al riparo completamente”.  

Quanto all’ipotetica perdita di forza del virus, Tarro afferma che “il Covid19, più che perdere virulenza, si comporta come i virus influenzali che dapprima si espandono con l'epidemia, poi dopo che la popolazione sviluppa gli anticorpi e si immunizza, il virus non può più circolare. Questo vale in linea di principio per tutti i virus naturali. Ritengo che in estate, quasi sicuramente, saremo abbastanza immunizzati. Col caldo tutto dovrebbe tornare alla normalità. Nella stagione successiva, se dovesse ripresentarsi, il virus potrebbe attaccare solo quei pochi che non hanno ancora sviluppato gli anticorpi. Secondo uno studio inglese, più del 60% degli italiani è stato contagiato ed ha sviluppato gli anticorpi. Per il prossimo autunno noi saremo, in larghissima parte, naturalmente immunizzati”.  

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Sileri: "Non credo che vaccino anti Covid sarà obbligatorio" 


“Oggi tracciamo meglio i contagi, gestiamo i focolai, abbiamo finalmente i tamponi e possiamo spedire unità mobili anche nelle zone più periferiche. Conosciamo meglio la malattia e abbiamo qualche arma terapeutica in più”. Lo dice intervistato da La Verità, il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. “Perché - osserva - dovremmo riavere 1.000 morti al giorno, se rispettiamo le regole? Basta osservare le tre T- più una R. Tracciamento, tamponi, trattamento. E responsabilità: se ho dei sintomi, non vado in giro. Chiamo il mio medico o la mia Asl, che ormai è in grado di sottopormi subito al tampone. Così non resterò confinato per giorni in attesa di una diagnosi”. 

“Credo - sottolinea - che avremmo dovuto dare un po' meno retta all'Oms. Oggi l'Oms ci dice che il peggio deve ancora arrivare. Doveva dircelo il 30 gennaio. Avremmo dovuto applicare in modo più elastico le circolari che l'Oms ha emesso dal 5 gennaio. Quelle sui link epidemiologici, che definivano sospetto solo chi proveniva da Wuhan e poi dall'Hubei. Però noi siamo stati comunque i più rigidi: basti pensare alla chiusura dei voli dalla Cina”. E sulla sicurezza del vaccino anti - covid afferma: ”Dovrà esserlo a tutti i costi. Ma stiamo parlando di un farmaco che ancora non c'è. L'Italia – riferisce - ha siglato un accordo per 400 milioni di dosi. Ma, verosimilmente, il vaccino non arriverà prima del 2021 inoltrato".  

Secondo Sileri poi il vaccino non diventerà obbligatorio: “Non credo. Ora comunque - dice - é prematuro parlare di vaccino. Mi concentrerei su altro. Controllo dei focolai e terapie”. Infine sulle restrizioni anti contagio: "La popolazione si sta abituando. lo credo che serva un coinvolgimento attivo delle persone: le regole non vanno imposte, vanno spiegate". Infine sull'annunciata seconda ondata in autunno spiega: "Io non so se il coronavirus abbia una stagionalità. Può darsi che nella minore circolazione ci abbia aiutato l'estate. Mantenendo i protocolli di sicurezza, anche qualora il virus tornasse a circolare più intensamente a ottobre, saremmo in grado di gestire i focolai".  

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Covid, India supera la Russia: terzo Paese più colpito 


Con 697.413 casi di contagio confermati, l'India ha superato la Russia (680.283) ed è ora il terzo Paese al mondo più colpito dalla pandemia di coronavirus, secondo il bilancio tracciato dalla Johns Hopkins University. Le vittime registrare dalle autorità sanitarie indiane sono attualmente 19.693, rispetto ai 10.145 decessi confermati in Russia. Ai primi due posti risultano sempre gli Stati Uniti, con 2.888.635 casi e 129.947 decessi e il Brasile, con 1.603.055 e 64.867 decessi.  

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Covid, il presidente Anci: "Sì a Tso per chi rifiuta le cure" 


"I trattamenti sanitari obbligatori (Tso) possono essere uno strumento molto utile, in casi estremi e ben definiti, per tenere sotto controllo l'epidemia, isolando i possibili diffusori del Covid 19 che violino le norme di quarantena". Lo sostiene Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell'Anci, che, in un'intervista alla Nazione, spiega che "i trattamenti sanitari obbligatori sono competenza dei sindaci sulla base di una legge del 1978. Su richiesta dei sanitari si fa un Tso e, trattandosi di una restrizione della libertà personale, questo poi viene giustamente vagliato dal magistrato. Ora, in sede di conversione del decreto Cura Italia, il Parlamento ha inserito una norma che affida a noi dal 22 maggio il potere di ordinanza in materia di quarantena. Quindi per chi viola la misura, il sindaco, su richiesta dell Asl o magari degli organi di polizia che riscontrano la trasgressione, può disporre il Tso". 

"All'inizio - dice ancora il presidente dell'associazione dei comuni italiani, abbiamo fatto la scelta di cedere i poteri di ordinanza sanitaria locale in materia di Coronavirus per evitare che ogni sindaco gestisse in autonomia l'epidemia quando invece serviva un'unica cabina di regia. Ora, il potere di ordinanza tornerà a noi a fine luglio. Ma è giusto che nella seconda fase, per aiutare a controllare i focolai, ci sia stato dato intanto il potere di disporre velocemente un Tso. Sarebbe opportuno e utile - precisa - poter obbligare al trattamento chi è positivo con sintomi ma rifiuta di collaborare. Se è trattabile a casa sua, va bene, altrimenti deve essere assistito in una struttura sanitaria. Ma che si curi e stia in quarantena è fondamentale per mettere sotto controllo i focolai. Sul come, valuti il governo". 

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Ocean Viking, oggi il trasbordo sulla Moby Zaza 


Al via il trasbordo dei 169 migranti a bordo della nave quarantena Moby Zaza a Porto Empedocle, tutti risultati negativi al tampone del coronavirus. Il primo pullman ha lasciato il porto scortato da camionette della Polizia e a Carabinieri. I migranti sono diretti al Cara di Crotone. Al termine dello sbarco dei 169 naufraghi, che sono a bordo da due settimane, inizierà la sanificazione dei locali. E solo dopo verrà fatto il trasbordo dei 180 migranti che si trovano sulla Ocean Viking che è in rada a poche miglia dal porto.  

Come ha sottolineato stamane all’Adnkronos Francesco Creazzo della Ong Sos Mediterranee, "la situazione a bordo per ora è tranquilla, è stata distribuita la colazione". "Adesso i migranti sono in attesa di altre istruzioni. Ci è stato chiesto solo di metterci in rada. Non sappiamo altro", aggiunge.  

Porto Empedocle "non è stato assegnato alla nave Ocean Viking come Pos, cioè come porto sicuro, perché in Italia, a causa dell'emergenza Coronavirus i porti sono ancora chiusi", spiegano fonti qualificate all'Adnkronos. Il governo ha dichiarato la chiusura dei porti con l'emergenza Covid. "Quindi anche Porto Empedocle - spiegano - è stato assegnato solo un posto dove potere mettere la nave in rada in attesa dei trasbordi sulla nave Moby Zaza". 

Sulla nave sono 60 le persone provenienti dal Bangladesh, 3 del Camerun, 17 egiziani, 11 eritrei, 6 del Ghana, 1 ivoriano e 1 del Mali, 11 del Marocco, 46 Pakistani, 16 tunisini, 1 nigeriano, 4 del Sud Sudan e 3 del Sudan del Nord.  

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Covid, quasi 11,5 milioni di casi nel mondo 


Sono 11.419.638 attualmente i casi confermati di coronavirus nel mondo, con 533.781 decessi, secondo l'aggiornamento della John Hopkins University. Gli Stati Uniti rimangono il Paese più colpito dalla pandemia, con 2.888.586 casi e 129.947 decessi. Il secondo Paese più colpito è il Brasile, dove i contagi sono 1.603.055 e le vittime almeno 64.867. 

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Coronavirus, Trump: "Cura o vaccino entro fine anno"  


Gli Stati Uniti "probabilmente avranno una cura o un vaccino" contro il coronavirus "prima della fine dell'anno". Lo ha dichiarato il presidente Donald Trump nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca. Elogiando lo "splendore scientifico" americano, Trump ha evidenziato i "progressi" compiuti dal Paese nella lotta al Covid-19. 

"Ora abbiamo testato quasi 40 milioni di persone. In questo modo evidenziamo casi - il 99% dei quali è totalmente innocuo - che nessun altro Paese può evidenziare perché nessuno fa i test come li facciamo noi. Né in termini di numeri, né in termini di qualità" ha detto Trump alla Casa Bianca, ribadendo che l'aumento dei casi negli Usa è dovuto a un incremento dei test. 

 

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Coronavirus, Crisanti: "Non siamo in una bolla, altri focolai scoppieranno"  


"L'Italia non è in una bolla. Con gli italiani bisogna essere chiari. Altri focolai scoppieranno e saranno anche più numerosi probabilmente ad ottobre e novembre". Ad affermarlo a SkyTg24 è Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di microbiologia e virologia e dell’università di Padova. "L'Italia non è in una bolla. Ogni giorno nel mondo si registrano 200mila nuovi casi di Covid-19 nel mondo", sottolinea.  

"Se una persona è positiva al coronavirus, penso che debba essere messa in condizione di non trasmettere. Se non lo fa spontaneamente, penso che il Trattamento sanitario obbligatorio si renda necessario perché se qualcuno rifiuta le cure non deve mettere a rischio la salute degli altri" dice Crisanti, evidenziando la necessità di prevede l'estensione del Tso per i casi di positività al coronavirus. 

"A preoccuparmi è il rientro in Italia di persone infette che potrebbero così riaccendere altri focolai. L'altra cosa che mi preoccupa è che gli italiani pensino che l'emergenza è finita. Non è finita, il virus circola ancora. E' importante avere questa consapevolezza per restare prudenti", aggiunge, sottolineando che attualmente i focolai attivi "sono sotto controllo dal sistema". 

Per quanto riguarda gli arrivi dall'estero, "si possono mettere sotto sorveglianza le persone che arrivano da aree a rischio come Cina, India, Brasile e Stati Uniti. Ci sono i mezzi per tracciare gli spostamenti, le persone che arrivano vanno monitorate. Non solo prendendo la temperatura che non serve a niente", conclude.  

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Coronavirus, Zingaretti: "Contagi aumentano, rispettare le regole"  


"Faccio un nuovo appello a tutti a rispettare le regole. I contagi aumentano perché molti non le rispettano. Atteggiamenti spavaldi e irresponsabili mettono a rischio la sicurezza degli altri". Lo scrive su Fb il segretario del Pd e presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. "Come diciamo da tempo, il virus è ancora in circolazione e abbassare la guardia ora è davvero sbagliato. Grazie alle centinaia di operatori sanitari, Forze dell'ordine, Sindaci e amministratori che sono attivissimi a individuare i positivi e poi isolare i focolai. Ma questo non può bastare: bisogna continuare a usare la mascherina, mantenere la distanza di sicurezza e igienizzare mani e ambiente. Regole che non sono complicate, ma sono fondamentali per tutelarci e per questo vanno osservate, altrimenti rischiamo di tornare indietro e bruciare tutti i sacrifici che abbiamo fatto in questi mesi", conclude.  

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Vaia: "Tamponi a tutti i passeggeri da Paesi dove virus cresce" 


"Serve una grande attenzione a porti, aeroporti e stazioni. Occorre fare i tamponi a tutti i passeggeri provenienti da Paesi nei quali il virus è in crescita. Non basta la temperatura o l’autocertificazione". Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani di Roma, commentando l’aumento di casi di Covid-19 registrati a Roma di persone rientrate da Paesi extra Schengen. 

"Il coronavirus è tema che coinvolge tutti i settori della società civile. Non è sufficiente che la sanità pubblica faccia bene, come ha fatto finora - rimarca Vaia - Ciascuno deve partecipare anche i cittadini con il loro comportamento perché vedo troppa rilassatezza in giro. E anche i gestori di piccole e grandi società devono fare la loro parte. Nel caso dell’aeroporto di Fiumicino anche Adr. Ma non solo - suggerisce il direttore - le grandi stazioni, gli stabilimenti balneari, i gestori di discoteche e luoghi di intrattenimento. Una grande e sinergica alleanza per sconfiggere definitivamente il virus". 

Infine, il direttore Vaia fa un appello anche alla politica: "Metta da parte almeno per un momento le proprie divisioni e conduca il Paese fuori dall'emergenza". 

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Coronavirus, aumento record dei casi in India  


Aumento record dei casi di Covid-19 in India. Nelle ultime 24 ore, infatti, sono stati registrati 24.850 casi in più, l'aumento più forte finora. Nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 613 morti. Complessivamente il bilancio delle vittime dall'inizio dell'emergenza coronavirus in India si attesta a 19.268 mentre il numero dei casi ammonta a 673.165. Secondo i funzionari del ministero della Sanità "il numero di casi attivi nel Paese in questo momento è di 244.814".  

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Coronavirus, nel mondo oltre 530mila morti  


I casi di coronavirus nel mondo sono 11,267 milioni mentre il bilancio delle vittime si attesta a 530.137. E' quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. Negli Stati Uniti il numero dei casi di Covid-19 si attesta a 2,839 milioni. Seguono il Brasile con 1,577 milioni e la Russia 673.564. Per quanto riguarda il numero dei morti, negli Usa si registrano 129.676 vittime. In Brasile 64.265, nel Regno Unito 44.283, in Italia 34.854 (241.419 casi), in Messico 30.366 e in Francia 29.896. 

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Coronavirus, Oms: "Stop a questi trial" 


Stop ai bracci di trattamento sperimentali dello studio Solidarity con idrossiclorochina e lopinavir/ritonavir contro il Covid-19. L'Organizzazione mondiale della sanità fa sapere di aver accettato la raccomandazione del Comitato direttivo internazionale del trial Solidarity che chiedeva di interrompere questi due rami della sperimentazione, che punta a trovare un trattamento efficace per i pazienti ricoverati in ospedale.  

Il Comitato direttivo internazionale ha formulato la raccomandazione alla luce dei risultati provvisori dello studio Solidarity su idrossiclorochina contro terapia standard e su lopinavir/ritonavir contro la terapia standard, e da una revisione dei dati di tutti gli studi presentati a il vertice dell'Oms dell'1-2 luglio sulla ricerca e l'innovazione contro Covid-19. Questi risultati provvisori "mostrano che l'idrossiclorochina e il lopinavir/ritonavir producono una riduzione minima o nulla nella mortalità dei pazienti ricoverati rispetto agli standard di cura. I ricercatori del trial interromperanno la sperimentazione "con effetto immediato".  

Per ciascuno dei farmaci bloccati "i risultati provvisori non forniscono prove concrete" di benefici ma nemmeno di aumento della mortalità. Vi sono, tuttavia, "alcuni segnali di sicurezza nei risultati dello studio aggiuntivo Discovery, parte dello studio Solidarity. Questi saranno anche riportati nella pubblicazione peer-reviewed", fa sapere l'Oms. Questa decisione si applica solo alla sperimentazione Solidarity su pazienti ricoverati "e non influisce sulla possibile valutazione in altri studi dell'idrossiclorochina o di lopinavir/ritonavir in pazienti non ricoverati o come profilassi pre o post esposizione a Covid-19", conclude l'Oms. I risultati provvisori di Solidarity sono pronti per la pubblicazione peer-reviewed. 

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Coronavirus, per quinto giorno consecutivo aumentano nuovi casi 


Per il quinto giorno consecutivo è aumentato il numero di nuovi casi di coronavirus in Italia. La tendenza è partita il 30 giugno, quando i contagi sono passati dai 126 del giorno prima a 142. Poi si è passati ai 187 dell'1 luglio, ai 201 del 2, ai 223 del 3 e ai 235 di oggi. I dati sono stati diffusi dal Ministero della Salute e sono consultabili sul sito della Protezione Civile. 

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